21 giugno 2013

{ Istantanee }

In questi giorni, per allenarmi e cercare  di allentare la tensione di questi brutti mesi, prendo la bici e corro via.
Quando N. è a casa lo facciamo insieme.
Ho la fortuna di abitare in campagna quindi ho una vasta quantità di argini e percorsi da fare in totale tranquillità e senza pericoli di auto fuori controllo.
La cosa più interessante durante le escursioni è notare il cambiamento del paesaggio che percorri quasi quotidianamente.
Nascono e sbocciano un'infinita varietà di fiori, le piante germogliano ed esplodono in tutto il loro splendore.
Dai campi gialli di colza si passa ai campi di frumento macchiati da papaveri di un rosso quasi incredibile,  al profumo invadente dei gelsomini in fiore, al prurito al naso causato dalla vicinanza ad un tiglio, alle ciliege a terra manna degli uccellini, all'oro del frumento che cresce in altezza, al verde delle pannocchie che tra un po' si seccheranno per la raccolta.
Insomma un meraviglia quotidiana che a volte mi lascia senza parole e che spesso ho tralasciato di osservare perché di una banalità assurda. 
E' solitamente un "contorno" di poco conto. 
Se ne sta lì, in silenzio, sfondo del nostro passaggio.
In queste occasioni ho preso l'abitudine di prelevare alcuni fiori per portarli a casa e metterli in piccoli vasi.
Non ha molto senso spendere soldi quando basta raccogliere un fiore in un campo.
Chissà come si chiama questo fiore, so solo che a vederlo in mezzo alle erbacce aveva gran poco di interessante.
Guardatelo ora.
E' meraviglioso.

A volte basta separare le cose dal contesto in cui sono per apprezzarle con maggiore intensità.







1 commento:

Carmela De Martino ha detto...

Che bello davvero questo fiore, hai ragione, è peccato comprarli quando poi si possono raccogliere per mantenerli comunque vivi

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